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Villa del Balbianello, bellezza del FAI sul lago di Como

Una volta raggiungibile solo via lago, Villa del Balbianello sorge su una romantica penisola (punta di Lavedo) fin dalla fine del Settecento.

Inizialmente proprietà del Cardinal Durini, passò di mano di mano fino ad arrivare nel 1974 al signor Guido Monzino, figlio del fondatore dei magazzini Standa.
Morto nel 1988 a soli 60 anni e senza eredi, Monzino decide di donare la sua bellissima villa al FAI (Fondo Ambiente Italiano), insieme a una somma di denaro necessaria al mantenimento della stessa.
Un luogo di vacanza per i suoi proprietari, con doppio affaccio direttamente sul lago di Como e circondato da lussureggianti giardini. Una favola per pochi.



La Villa oggi è raggiungibile in pochi minuti sia via strada che via lago, e visitabile in piccoli gruppi accompagnati da guida turistica.

Le stanze sono disposte su più livelli e i due edifici da cui è composta la dimora sono collegati da un passaggio segreto sotterraneo, esistente fin dal Settecento.


In questa Villa il signor Monzino organizzava in modo quasi maniacale le sue spedizioni (15 in totale), tra cui la conquista del monte Everest e la spedizione al Polo Nord.
Diversi cimeli, attrezzature e artigianato locale sono esposti nelle varie sale della Villa, oltre che a migliaia di libri sul tema del viaggio, fatti rilegare con una stessa copertina di cuoio.
Grande collezionista, le stanze raccolgono numerosi ricordi di viaggio e preziosi cimeli acquistati alle aste, di origine africana, messicana, cinese, tibetana, e svariati altri posti nel mondo, oltre che di svariate epoche storiche.

La vecchia chiesetta, che fu sconsacrata, è stata riadibita da Monzino a cucina, sala da pranzo, sala del fumo, e una suite per la sua mamma quando era in visita alla Villa.


Il giardino, anch’esso di enorme bellezza, è caratterizzato da platani potati a candelabro, siepi di lauro, glicini e un’ampia balconata affacciata sul lago.

Nella vecchia ghiacciaia esterna sono invece conservate le ceneri del signor Monzino, come da suo desiderio.

Dispiace davvero a fine visita prendere il motoscafo per tornare sulle sponde di Lenno.
Non resta che ammirare questa piccola incantevole bomboniera mentre ci si allontana piano piano via lago, portando nel cuore la vita e i segreti di questo luogo e dei suoi proprietari.



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