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Siamo davvero tutti buoni? Ridatemi il cattivo nelle fiabe Riflessioni sulla società di oggi e sull'educazione dei grandi di domani

Sono nata nel 1983. Sono cresciuta giocando in cortile, con le ginocchia sbucciate, soffiando bolle di sapone, costruendo casette di foglie e di fiori alle lumache che popolavano l’orto di mio nonno e correndo sulla mia biciclettina avanti e indietro per la stradina sterrata in cui vivevo.
E alla sera, prima della nanna, mia mamma mi raccontava le fiabe. Hansel e Gretel, Pollicino, Cenerentola e tutte le altre. Era un momento magico.
Conoscevo le favole a memoria, e guai cambiarne anche solo una parola!
Mi chiedo cosa è cambiato in questi anni. In cui le fiabe non possono più avere i cattivi, perché non possiamo rischiare di sconvolgere gli animi di fragili bambini. Perché non possiamo insegnare ai bambini il concetto del male. Continue reading Siamo davvero tutti buoni? Ridatemi il cattivo nelle fiabe Riflessioni sulla società di oggi e sull’educazione dei grandi di domani

Parlare con gli uomini: anello di fidanzamento (seconda parte)


E Leli è appunto a questa fase:
_ Ho cercato di farglielo capire in tutti i modi! Vedi, amore, se uno mi incontra per strada, non capisce che sono fidanzata, perché non ho nulla a segnalarlo.

Risposta: _ Beh, ma tu lo sai che sei fidanzata, quindi anche se uno si avvicina lo allontani. E se non si allontana lui ci penso io.

Altro tentativo: _ Amore, sai che tutte le mie ex compagne di scuola si sono sposate?
Risposta: _ Ah (finto interesse, in realtà il pensiero era: e a me?)

Altro tentativo: _ Amore, stasera voglio vedere quella trasmissione sugli abiti da sposa, mi piace tantissimo, così magari prendo spunto per quando ci sposeremo noi…
Risposta: _ Va bene. Dopo posso guardare la partita?

E così via.

_ E ieri c’è stato l’ennesimo tentativo finito in fumo! Niente, non la capisce! Era venuta a cena sua sorella, che essendo donna e intelligente sa benissimo che vorrei sposarmi, e gli fa: “allora, fratellone, quand’è che chiedi a Leli di sposarti?” e lui cosa ha risposto?!? “Mah, boh, non ne abbiamo mai parlato!”!!! Allora sua sorella fa: “Non capisci… ascoltami bene, quan-do è che spo-si Le-li ?” e lui, ancora: “Ti ho detto che non ne abbiamo parlato, non ci abbiamo mai pensato”!

Ok, allora, è che noi siamo cresciute con un sacco di idee in cui è l’uomo che deve fare il primo passo, che si deve inginocchiare e aprire una scatoletta con dentro un anello con un diamante gigantesco, dopo una cena romantica a lume di candela in cui entrambi erano vestiti in abito da sera, lei truccatissima e pettinatissima con un tacco 12, e lui con profumo di dopobarba ancora fresco.

Ecco, quante sciocchezze. Al 99,99% dei casi non avverrà niente di tutto questo.
Per cui alla fine abbiamo consigliato a Leli di parlargli chiaramente, dicendo espressamente la parola ma-tri-mo-nio, a-nel-lo, bril-lan-te, pro-po-sta-ro-man-ti-ca. Perché se no non ci arriverà mai.

Siamo nate in un mondo in cui ci siamo noi donne a farlo girare.
Perché altrimenti, essendo uomo, da solo non farebbe neanche quello. 😉