Andare a convivere. Come la prendono i genitori I week-end a pranzo e cena dai genitori e dai suoceri (per non nuocere a nessuno)

Finalmente avete il vostro nido d’amore, potete rimanere soli…
eppure, vi sembra lo stesso di avvertire una presenza… i genitori.

Eh sì, perché anche se sono contenti per voi, rimanete sempre i loro bambini, e soffrono di astinenza (come se prima eravate sempre in casa…)

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Quindi è prassi, il venerdì sera suona il telefono e già si sa chi è:
_ Ciao amore, domani venite a pranzo da noi?
_ Non so, mamma, abbiamo tante cose da fare…
_ Appunto, mangiate qui, così non devi cucinare e poi andate. Volete restare anche a cena? E domenica a pranzo? Dai, venite anche domenica a cena, così non devi cucinare!
La mamma.

Dopo 5 minuti, come a mettersi d’accordo, o per una sorta di invidia velata tra suocere:
_ Ciao bello, come state? Domani faccio le lasagne, venite qui?
_ Non vale tentare la gente con le lasagne…
_ Oh, non vi fate mai sentire né vedere, devo sempre chiamare io!

E così alla fine (quasi) ogni week-end, invece che andare a fare shopping per la casa, riposare, pulire, e poi sentire gli amici per un dopo cena in qualche locale, il planning prevede: sabato mattina preparare un dolcetto da portare a casa della suocera per il pranzo a base di lasagne. Ora d’aria. Cena dai propri genitori.
E domenica il contrario.

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