Disavventure da pendolare Prendere il treno e i mezzi pubblici... un capitolo di vita a sè

Ieri mattina sono andata in stazione a prendere il treno per Milano. Era dai tempi dell’Università che non mi svegliavo così presto per correre in stazione a prendere il treno delle 7:15, gremito di pendolari.

Stavo giusto timbrando il biglietto, quando un signore anziano alle mie spalle mi dice: “Obliterare! Bisogna obliterare il biglietto!” e poi, guardandomi dritto in viso: “Obliterare! Che parole difficili esistono in italiano!”
Cercando di risultare gentile, gli sorrido, e rispondo facendo notare che anche nelle altre lingue esistono parole difficili.
E lui: “Sì, ma o-bli-te-ra-re! Cosa vuol dire, obliterare? Non fai prima a dire ‘vai alla macchinetta gialla e inserisci il biglietto per registrarlo’?” (ndr: no).
Insomma che non me lo sono levato di dosso per altri 5 minuti!

man-person-people-train

Ed ecco che questo episodio mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi molto simili, di incontri altrettanto improbabili, avvenuti durante la mia vita da pendolare.

Come “il salutista”. Un ragazzo che mi si siede di fronte tenendo in mano una banana. La toglie dal sacchetto, la sbuccia, la mangia in tre bocconi. Tira giù il finestrino del treno, getta la buccia di fuori, richiude il finestrino. Infine si alza, mi porge lo scontrino della banana dicendomi “regalo”, e scende alla fermata successiva.

Oppure “madame make up”, una signora che passava l’intero tragitto in treno a truccarsi, con una predilezione per il mascara. Ne metteva almeno dieci passate, e di almeno tre tipi diversi. Vi giuro che tra quando saliva a bordo a quando scendeva, si stentava a credere che fosse la stessa persona.

Poi c’è stata la signora “animalier”, amante delle scarpe leopardate. Vestito rosso e foulard anche quello leopardato. Mi si era seduta di fronte e per mezz’ora di tragitto ha cercato di convincermi che quello che stavo studiando in Università era completamente inutile, perché le professioni del futuro sono il geriatra e il macellaio.

krl_train_surfing_5

Per non parlare di quella moltitudine di personaggi che chiacchierano come fossero al bar, e spettegolano su tutti e su tutti, che puoi evitare di comprarti il giornale o di fare un pomeriggio dalla parrucchiera. O quelli che parlano al cellulare a toni altissimi, e magari si mettono anche a litigare con chi è all’altro capo.
Oppure ancora quei ragazzi con le cuffie nelle orecchie che ascoltano musica… che anche tu vorresti un paio di cuffie… sì, ma per proteggerti dai decibel di tutto quel BAM BAM BAM! Mai che ascoltassero un po’ di buona musica rilassante, no, solo bam bam bam.

Ma la signora che vince il premio come peggior compagna di treno, è stata “la razzista”, o “la patriota”, a seconda di come si vuol vederla. Ha iniziato dal nulla un turpiloquio contro tutti coloro che non fossero della regione lombardia. Neanche a dirlo, il vagone era pieno di visi di tutti i colori e nazionalità, oltre che italiani di altre regioni. Io ero imbarazzata per lei e guardavo fuori dal finestrino nel tentativo di ignorarla.
Ma quando i lamenti han iniziato a diventare insulti gratuiti, una signora dall’accento straniero l’ha interrotta, chiedendole per favore di smetterla.
L’anziana signora, con tutta nonchalance, le ha risposto: “Non sto parlando con lei, sto parlando con la signorina qui a fianco!”.
E per inciso, se non si fosse capito, la signorina lì a fianco si dà il caso che fossi io.

LEGGI ALTRO DELLA SEZIONE VITA DI COPPIA

Potrebbe interessarti anche:

Cosa vuol dire avere un gatto
cat-33405_640

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *