Quando vorremmo sposarci ma il nostro lui non ci arriva Come far capire al proprio lui che i tempi sono (molto) maturi per pensare al matrimonio

Oggi si affronta un tema caro a molte donne: l’anello di fidanzamento.
Perché i nostri “fidanzati” non ci arrivano mai quando vorremmo noi?

 

Perché gli uomini sono esseri semplici.
Rimangono bambini. E vivono di bisogni primari: cibo, sonno, giochi.
E non hanno la funzione “capire i segnali senza che una persona ti dica chiaramente quello che sta pensando”.

Esempio: se gli dite “C’è il pavimento sporco” non va bene, perché è una semplice constatazione di fatto.
E neanche “Andrebbe pulito il pavimento, è sporco” va bene, perché si aspetterebbe che siate voi a pulirlo.
Bisogna invece dire: “Amore, pulisci il pavimento che è sporco, per favore?”.
Ma ancora meglio, onde evitare risposte del tipo: “Con cosa?”, andrebbe detto: “Amore, per favore, prendi lo straccio dei pavimenti blu che c’è sul balcone, lo bagni con l’acqua aprendo il rubinetto e lo passi sul pavimento della cucina con lo scopettone che c’è dietro la porta, che è sporco?”. Questo, va bene.

Quindi, se già è difficile far capire al proprio uomo che si vorrebbe una mano a pulire un pavimento sporco, figuratevi fargli capire che vorreste un anello al dito e quindi sposarvi!
Eh sì, perché anche qui bisogna essere precise… un conto è dire che volete un anello al dito. Un conto è dirgli che quell’anello vuol dire essere fidanzati, e che fidanzati vuol dire che ci si sposerà, possibilmente non fra 10 anni.

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Potete provare tutti i giri di parole possibili, ma non funzioneranno.

“Vedi, amore, se uno mi incontra per strada, non capisce che sono fidanzata, perché non ho nulla a segnalarlo”.
Risposta: “Beh, ma tu lo sai che sei fidanzata, quindi anche se uno si avvicina lo allontani. E se non si allontana lui ci penso io”.

Altro tentativo: “Amore, sai che tutte le mie ex compagne di scuola si sono sposate?”.
Risposta: “Ah, ok”. (Finto interesse, in realtà il pensiero era: “E a me?”).

Oppure: “Amore, stasera voglio vedere quella trasmissione sugli abiti da sposa, mi piace tantissimo, così magari prendo spunto per quando ci sposeremo noi…”.
Risposta: “Va bene. Dopo posso guardare la partita?”.

E così via. Neanche il supporto di altre amiche o parenti potrà essere di aiuto.

“Allora, fratellone, quand’è che chiedi alla tua donna di sposarti?”.
Risposta: “Mah, boh, non ne abbiamo mai parlato!”
Sorella del tuo fidanzato che ci riprova: “Non hai capito. Ascoltami bene: quan-do è che ti spo-si?”. Ma niente, la reazione sarà di guardare sua sorella come se fosse diventata sorda, visto che le ha già risposto.

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Il problema vero è che siamo cresciute con un sacco di idee in cui è l’uomo che deve fare il primo passo. Che si deve inginocchiare e aprire una scatoletta con dentro un anello con un diamante gigantesco.
Magari dopo una cena romantica a lume di candela in cui entrambi siete in abito da sera. Tu truccatissima e pettinatissima con un tacco 12, e lui con profumo di dopobarba ancora fresco.

Ecco, quante sciocchezze.
Al 99,99% dei casi non avverrà niente di tutto questo.

L’unica soluzione è prendere in mano noi la situazione. E parlare molto chiaramente.
In modo magari poco romantico, ma almeno con la sicurezza di farsi capire.

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