Iniziare a praticare il tiro a segno Storia di come sono diventata una tiratrice

Iniziare a praticare il tiro a segno
Storia di come sono diventata una tiratrice

Se mi aveste chiesto se avrei mai praticato il tiro a segno, vi avrei risposto “non credo, però sicuramente mi piacerebbe provare”. Fino ai miei 25 anni, non avevo mai pensato a questa eventualità. Mi era sempre piaciuto ballare e recitare, per cui il mio sport ideale è sempre stato rappresentato dalla danza.

Poi un giorno ho conosciuto mio marito. Non sapevo ancora per certo che sarebbe diventato tale, però ci stavamo conoscendo e le cose non andavano affatto male. È durante una delle nostre serate insieme che mi ha raccontato di praticare il tiro a segno. La mia reazione? “Va bene, quando mi porti a vedere com’è?
Tutto entusiasta della mia risposta, non si è fatto mancare l’occasione e presto ha iniziato anche a cercare di coinvolgermi in prima persona in questo sport.
Io praticavo la danza e non ero ancora convinta di voler aggiungere anche questa disciplina.
Partecipavo volentieri come spettatrice alle sue gare, uscivo a cena col gruppo sportivo e mi piaceva molto l’ambiente, fatto di gente semplice, alla mano e simpatica.

Linee di tiro in poligono

Negli anni successivi non mi sono smossa dalla mia posizione, fino a quando mio marito non ha iniziato a praticare il tiro difensivo. Questa disciplina mi ha subito intrigata di più, perché molto più dinamica, composta da diversi tipi di esercizi da svolgere secondo determinate procedure.
I tiratori sono divisi in diverse categorie, in modo che possano essere premiate più persone. Ci sono inoltre sempre premi a estrazione e un momento conviviale in cui si pranza tutti insieme.
Nonostante il momento competitivo dato dalla gara, nessuno manca di dare eventuali consigli ai tiratori meno esperti.

È così che una mattina mi sono svegliata (avevo appena compiuto 32 anni e nel frattempo mi ero sposata), e in quattro e quattr’otto ho deciso di tagliarmi i capelli, cambiare lavoro e prendere il porto d’armi (o meglio, il nome corretto è porto di fucile per tiro a volo).

Ho seguito tutta la trafila: corso maneggio, esame maneggio, 3 visite mediche, iscrizione al poligono, compilazione di diversi moduli con annesse marche da bollo, fototessere, fotocopie dei documenti. E alla fine è arrivato.

A una gara di tiro difensivo

Mio marito, colto dall’entusiasmo, mi ha subito iscritta a una gara. Subito.
E ovviamente non ho quasi mai preso il cartello. Sono arrivata penultima solo perché evidentemente non c’è mai limite al peggio. Ci sono talmente rimasta male che avrei voluto urlare dietro a mio marito le peggio cose (e forse l’ho fatto).

Per farsi perdonare, mi ha affiancato un istruttore di tiro, che nel giro di pochi mesi mi ha trasformata in una tiratrice quasi provetta! E ho iniziato a divertirmi. E la gara successiva non solo l’ho fatta bene, ma l’ho pure vinta!

Da lì non mi sono più fermata. Dal tiro mirato sono passata al tiro rapido sportivo e l’anno successivo anche al tiro difensivo.
Essendo una donna (cosa rara in questo sport) sono viziata e coccolata da tutti. Ma cosa ancor più bella, inizio a dare del filo da torcere!
E anche se tra poco sarò più brava di mio marito (cosa che già dicono tutti), lui è contento e mi guarda con gli occhi dell’amore come il primo giorno.

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