I 10 commenti su Facebook che odio di più

Se parli con la maggior parte delle persone che hanno un profilo Facebook, ti rispondono “Nooo, io ce l’ho ma non lo uso mai…”. Eppure, ogni volta che apri la home page, quasi tutti hanno spesso notifiche nuove. Alcune simpatiche, divertenti, normali,… ma qui vi parlo delle altre, e in particolare vi racconto i 10 tipi di stato che odio di più.

Facebook Logo at Macbook

1. I tristoni. Tipo “Piove”, “Fa freddo”, “Domani è lunedì e si va a lavorare”.
Grazie, ragazzi. Leggere i vostri stati mi rallegra la giornata. Iniezioni di buonumore.

Quindi, considerato che se piove lo vediamo da noi, e che purtroppo siamo anche consapevoli che il giorno dopo ricomincia la settimana lavorativa… non sottolineiamolo troppo… che intanto è ancora domenica… e non può piovere per sempre. Per fortuna.

2. Quelli ancora più tristoni, che non solo si lamentano, ma ce l’hanno col mondo intero.
“Certa gente non capisce niente e non merita niente. Il mondo fa schifo, la mia vita fa schifo, voi fatevi i fatti vostri, andate a quel paese, sappiate che la ruota gira” e improperi vari. Che ansia. Andate da un analista, prendetevi due gocce di Lexotan, una camomilla, un calmante. Sorridete ogni tanto, vestitevi di chiaro e fatevi una passeggiata in montagna.

Mr Happy & Mr Sad

3. Quelli che sono bravi solo loro. E hanno bisogno di dirtelo. A te, persona troppo normale e inferiore, che ovviamente non puoi capire. “No, perchè io ho 18 lauree e 4 master, ho aperto 3 attività da solo, messo al mondo 4 figli perfetti che cresco nel modo migliore possibile senza fargli mancare nulla, ho un marito / moglie perfetto/a che mi adora e farebbe di tutto per me, voi altri siete solo invidiosi, …”. In realtà sono spesso persone sole e frustrate che avranno anche aperto 3 attività, ma ne hanno chiuse 4. E passano le giornate su Facebook a dire quanto sia bella la loro vita per autoconvincimento.

4. Quelli che creano hashtag che la Muraglia Cinese in confronto sembra il Muretto di Alassio.
Foto del momento accompagnata da cinque hashtag diversi che non collegano a nessun argomento.
#colazioneprimadiandareinufficioconcappuccioebriochesalcioccolatocheèlamortesua
#amichepersempreforeverandevervolemosebene
#wlevacanzeignorantinpostichepoisonobellilostessoecisidiverteildoppio
#coloreetagliodicapellinuovicosaveneparemeglioadessoomeglioprima
Per la serie: andiamo tutti a scuola di hashtag, che sono stati creati con un motivo, non per fare le gare a chi ce l’ha più lungo (l’hashtag).

211/365 - Little Secrets

5. Quelli che ogni scusa è buona per fare politica. O per prendersela col politico di turno.
“No, ma continuate così. Va beh, quello ha fatto questa cosa, ma anche quell’altro l’ha fatta. Questa cosa mi fa ribrezzo quasi quanto Tizio. Voi, esseri spregevoli, state zitti, non avete diritto di parlare, siete solo ignoranti, bestie, razzisti, disumani, fate schifo, e via sproloqui vari”. Hai ragione, meno male che ci sei tu, che sei intelligente ed educato. Per le serie: prima di volere la pace del mondo, inzia a fare pace con te stesso.

6. Quelli che ogni commento è accompagnato da un selfie o dalla posizione GPS di dove si trova. Va bene la selfie mania. Va bene far sapere al mondo dove ci si trova. Ma forse va meglio anche no. Vi fidate bene a mettere selfie e coordinate GPS della vostra nuova casa, e poi dopo qualche tempo l’indicazione dell’aeroporto di Malpensa con foto della carta d’imbarco destinazione “Jamaica” accompagnata dalla frase “ci vediamo tra una settimana!”. Già che ci siete, fate anche un selfie di dove lasciate le chiavi di casa. Oppure, sperate di non avere stalker fra i vostri amici, se no potrebbe difendersi accusandovi di “istigazione”.

7. Quelli che vogliono farvi invidia a tutti i costi. “Eh sì, è bello stare al mare mentre tutti sono al lavoro. Ah, ho appena fatto un mega trattamento di bellezza ricostituente, come sto bene. Ah, guardate tutti i miei nuovi acquisti. Guardate che regalo mi hanno fatto. Guardate, guardate, guardate”. Che palle. Almeno mettete l’hashtag #100happydays. Così avete la scusante.

Lottery Winner Mandy Williams

8. Quelli che parlano solo dei loro figli, e postano solo foto dei loro figli, e frasi che hanno detto i loro figli, e cosa hanno fatto all’asilo i loro figli, … che alla fine non è più il loro profilo, ma quello dei loro figli. Un furto d’identità. Che poi in teoria i minorenni non potrebbero aprirsi un profilo su Facebook. Ma quando i figli cresceranno… tremate, tremate. Perchè vi serviranno la loro vendetta. E non si limiteranno ad aprire un gruppo tipo “Mamme che scrivono su What’s App”.

Children at school

9. Quelli che seguono l’argomento tema del momento e condividono qualsiasi informazione in merito per settimane. È quasi Natale! 1000 post sul Natale. Stanno discutendo una nuova legge! 1000 condivisioni sulla nuova legge. C’è il Festival di Sanremo! Cronaca no limits da 1 post ogni 30 secondi sul Festival di Sanremo.

10. Quelli che fanno i sibillini. Tipo “Oggi ho avuto una notizia fantastica!”, “Non sono mai stata così tanto felice come oggi!”, oppure “Presto arriverà una sorpresa!
E tu sei lì che adesso hai la curiosità e dici “Cosa, cosa, cosa? Cosa succede?”, e magari qualcuno glielo scrive anche. Ma niente. Nessuna risposta. Oppure “🙂
Ma 🙂 cosa? Che poi non ci dormo la notte. E niente, non lo saprai mai. Oppure, quando ogni tanto il mistero viene svelato, sono cose del tipo “Ho provato un nuovo programma della lavatrice e i capi sono venuti bene”. Ah.

 

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