Allenamento dry fire

Per chi è un tiratore come me, non è sempre possibile allenarsi con la dovuta costanza.

Questo per vari motivi. Per prima cosa, l’attività di tiro prevede materiali di consumo (i colpi) che non sempre abbiamo disponibili, soprattutto se si è abituati a ricaricare (cosa che generalmente fanno tutti gli agonisti o comunque chi spara con una certa frequenza). Bisogna anche considerare che, con una licenza sportiva, il massimo di colpi detenibili sono attualmente 200, quindi un numero abbastanza limitato, che generalmente si esaurisce nel corso di una gara o un allenamento. Anche per questo motivo capita spesso di rimanere diversi giorni “a secco”.

Inoltre, per chi non si limita al tiro mirato ma preferisce il tiro dinamico o difensivo, il poligono non ha gli spazi e le possibilità adeguate per potersi allenare nel modo corretto (al TSN sono generalmente vietati estrazione dalla fondina, cambio caricatore, eccetera). Il tiro a segno classico ha infatti limitazioni di spazi e procedure di sicurezza, dovute al fatto di trovarsi in un luogo al chiuso, uno di fianco all’altro, con un solo cartello di fronte a sé (tra le varie regole: massimo 5 colpi nel caricatore, nessun uso della buffetteria, staticità degli esercizi, eccetera).

Per praticare altre discipline di tiro, come IPSC, IDPA, eccetera, è necessario andare nei campi di tiro preposti, generalmente all’aperto e non sempre vicini a casa, soggetti a condizioni meteo e organizzazione dei vari altri impegni.

Diventa quindi fondamentale l’allenamento dry fire, che permette di allenarsi in bianco anche in casa.

Cos’è il dry fire? In cosa consiste?

Il dry fire è un allenamento in bianco, quindi non a fuoco, che si può svolgere in sicurezza anche in casa propria (magari avendo attenzione di non essere troppo esposti e di chiudere le finestre, per evitare allarmismi inutili da parte di vicini di casa).

Indossando il proprio abbigliamento sportivo e la buffetteria, è possibile allenarsi nell’estrazione dell’arma dalla fondina, nel cambio caricatore, nell’impugnatura, nella mira, nelle coperture.

In tutte quelle operazioni cioè molto utili per migliorare velocità e precisione, impugnatura e movimenti, propedeutici al tiro del grilletto.

In realtà, è possibile esercitare anche il tiro, soprattutto del primo colpo, utilizzando un salvapercussore.

Il salvapercussore è un colpo in plastica, che rimane all’interno della canna e quindi assolutamente innocuo, che protegge il percussore dagli scatti a vuoto, che rischierebbero alla lunga di rovinarlo.

Il modo migliore per allenarsi in dry fire è quello di avere almeno un cartello da poter appendere a diverse distanze, per abituare il corpo a andare subito in mira al punto giusto. Cercando quindi di andare a creare una memoria muscolare che porti il corpo ad assumere già la posizione corretta, senza andare a cercarla di volta in volta.

Può sembrare una cosa banale e poco utile, invece è fondamentale per chi pratica il tiro sportivo. In quelle discipline che prevedono velocità e precisione, infatti, risparmiare secondi nell’estrazione dalla fondina, nel tiro del primo colpo e nel cambio del caricatore, fanno la differenza.

Il dry fire è un esercizio da praticare regolarmente per aumentare la propria performance una volta in campo o in gara, negli esercizi a fuoco.

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